lunedž, novembre 20, 2017 17:12

Amon Amarth – Fate of Norns (2004)

Esuliamo un po’ dal classico black o viking questa volta.
“An Ancient Sign of Coming Storm” inizia con un riff indimenticabile, e subito le vocals di Johan Hegg,c he con un altro tipo di produzione avrebbero ricordato di pi√Ļ lo scream, fanno il loro ingresso nello scontro vichingo in mezzo alla tempesta. Sicuramente di grande effetto.
Sono i venti, e delle melodie insolitamente delicate, a introdurre “Where Death Seems to Dwell”. Dopo l’inizio roboante della prima traccia, questa sembra disposta col proposito di rilassare l’ascoltatore. Solo verso la fine prende un po’ di ritmo,e in modo degnissimo.
E via con la title-track. Ritmo costante, malinconico, ma nessun segno distintivo particolare.
Ma ecco che subito, con un altro riff inconfondibile, che ne fa un’altra perla del disco, “The Pursuit of Vikings” fa il suo maestoso ingresso.
Tra un’invocazione a Odino e un’altra, passiamo a “Valkyries Ride”. Quasi pare di vedere queste belle fanciulle a cavallo nella tempesta.
L’inizio di “The Beheading of a King” √® affidato alla batteria, l’unico fattore innovativo della canzone praticamente.
Si innovano anche con “Arson”, dove √® un corno vichingo a introdurre questa lenta ode nordica.
La melodicit√† alla lunga eccessiva sembra essere spezzata da “Once Sealed in Blood”.
Concludendo il disco in question rimane molto valido.

Recensione a cura di : DelemnO

Giudizio Complessivo: 7/10

Tracklist

1.An Ancient Sign of Coming Storm
2.Where Death Seems to Dwell
3.The Fate of Norns
4.The Pursuit of Vikings
5.Valkyries Ride
6.The Beheading of a King
7.Arson
8.Once Sealed in Blood

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