domenica, novembre 19, 2017 21:33

Alcest – Les Voyages de l’Âme (2011)

Non è semplice descrivere o recensire quello che viene prodotto da coloro che sono visti come mostri sacri di questo o quel genere; è il caso degli Alcest, questa band transalpina considerata, giusto o sbagliato che sia, una dei maggiori rappresentanti del genere Post Black Metal.
Onestamente, ho sempre fatto molta fatica a trovare un vero e proprio legame con il genere Black, a parte qualche sonorità o vocalità che ne facesse riferimento, e, forse, non sarebbe nemmeno giusto cercare a tutti i costi di trovare affinità tra quello che qui viene proposto e quello che è l’ortodossia del genere : gli Alcest sono la luce il Black Metal no.
Quello rappresentato in questo album, come nei precedenti, è un mondo dove la bellezza prevale su tutto, è la sublimazione dell’armonia, una visione onirica della vita trasportata al di là della realtà, per approdare in mondi fantastici in cui arricchire lo spirito dando libero sfogo alla fantasia e all’immaginazione, cavalcando un magico unicorno tra regni costruiti sulle nuvole, in cui  le forme di vita sono magiche essenze di pura luce, inconsistenti e spettacolari, una magia di forme e colori che si perdono in tramonti dorati e albe perlate. La melodia prevale su tutto, non sarebbe potuto essere diversamente, anche in quei rari momenti in cui riscontriamo tracce di malinconia, non si ha la sensazione di tragedia e nessuna minima parvenza di disperazione, è tutto così magicamente positivo che a volte mi spaventa, ma forse è proprio questa la missione della musica degli Alcest; in un mondo fatto di miseria e disperazione c’è ancora spazio per sognare.
Non è speranza, ma semplicemente una fuga da una realtà scomoda e troppo stretta, il tutto ci viene proposto in una forma musicale in cui esecuzione e produzione sono praticamente ineccepibili, e, per quanto sconsigliato ai puristi, anche se sono convinta che in quelle anime nere è celato un piccolo mondo in cui si è assopita una magica e vivida luce, tenuta in vita da sogni e fantasie da troppo tempo soffocate ma mai del tutto morte, questo è un album veramente bello, alla fine sono perfino riuscita a capire cosa lo lega al Black Metal e…mai avrei potuto credere quanto fosse crudele questo legame, il disco finisce…finiti i sogni….finite le fantasie…apri gli occhi e vai avanti a vivere.

Recensione a cura di : Blackraven

Giudizio complessivo : 9/10

Tracklist

1. Autre Temps
2. Là Où Naissent les Couleurs Nouvelles
3. Les Voyages de l’Âme
4. Nous Sommes l’Emeraude
5. Beings of Light
6. Faiseurs de Mondes
7. Havens
8. Summer’s Glory

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