giovedž, aprile 26, 2018 17:28

Alcest – Les Voyages de l’√āme (2011)

Non è semplice descrivere o recensire quello che viene prodotto da coloro che sono visti come mostri sacri di questo o quel genere; è il caso degli Alcest, questa band transalpina considerata, giusto o sbagliato che sia, una dei maggiori rappresentanti del genere Post Black Metal.
Onestamente, ho sempre fatto molta fatica a trovare un vero e proprio legame con il genere Black, a parte qualche sonorit√† o vocalit√† che ne facesse riferimento, e, forse, non sarebbe nemmeno giusto cercare a tutti i costi di trovare affinit√† tra quello che qui viene proposto e quello che √® l’ortodossia del genere : gli Alcest sono la luce il Black Metal no.
Quello rappresentato in questo album, come nei precedenti, √® un mondo dove la bellezza prevale su tutto, √® la sublimazione dell’armonia, una visione onirica della vita trasportata al di l√† della realt√†, per approdare in mondi fantastici in cui arricchire lo spirito dando libero sfogo alla fantasia e all’immaginazione, cavalcando un magico unicorno tra regni costruiti sulle nuvole, in cui¬† le forme di vita sono magiche essenze di pura luce, inconsistenti e spettacolari, una magia di forme e colori che si perdono in tramonti dorati e albe perlate. La melodia prevale su tutto, non sarebbe potuto essere diversamente, anche in quei rari momenti in cui riscontriamo tracce di malinconia, non si ha la sensazione di tragedia e nessuna minima parvenza di disperazione, √® tutto cos√¨ magicamente positivo che a volte mi spaventa, ma forse √® proprio questa la missione della musica degli Alcest; in un mondo fatto di miseria e disperazione c’√® ancora spazio per sognare.
Non √® speranza, ma semplicemente una fuga da una realt√† scomoda e troppo stretta, il tutto ci viene proposto in una forma musicale in cui esecuzione e produzione sono praticamente ineccepibili, e, per quanto sconsigliato ai puristi, anche se sono convinta che in quelle anime nere √® celato un piccolo mondo in cui si √® assopita una magica e vivida luce, tenuta in vita da sogni e fantasie da troppo tempo soffocate ma mai del tutto morte, questo √® un album veramente bello, alla fine sono perfino riuscita a capire cosa lo lega al Black Metal e…mai avrei potuto credere quanto fosse crudele questo legame, il disco finisce…finiti i sogni….finite le fantasie…apri gli occhi e vai avanti a vivere.

Recensione a cura di : Blackraven

Giudizio complessivo : 9/10

Tracklist

1. Autre Temps
2. L√† O√Ļ Naissent les Couleurs Nouvelles
3. Les Voyages de l’√āme
4. Nous Sommes l’Emeraude
5. Beings of Light
6. Faiseurs de Mondes
7. Havens
8. Summer’s Glory

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