mercoledì, novembre 22, 2017 20:01

Agathodaimon – Serpent’s Embrace (2004)

Su questo ennesimo disco degli Agathodaimon c’è una cosa che va immediatamente sottolineata, la scarsa durata!
Da sempre ci hanno abituato ad album eccessivamente lunghi, e proprio questo è stato spesso il difetto che gli ha tarpato le ali.
Adesso le cose sono cambiate, e Serpent’s Embrace mette in mostra un gruppo che sfodera gli artigli, che riesce a donare più efficacia e potenza alla propria musica.
Le canzoni sono più corte, meno elaborate e più spontanee, e i riffs di chitarra ci guadagnano in quanto a qualità e orecchiabilità.
Il tutto viene anche sottolineato da una produzione che gli rende finalmente giustizia, con suoni levigati e ben costruiti, ma anche reali e dal forte impatto oserei dire carnale.
Non credo di dire un’eresia se cito Serpent’s Embrice come il loro miglior album di sempre, quello più sentito ed equilibrato, dove il Black Metal si ammalia di atmosfere più moderne e quadrate. Rebirth, Faded Years e ci aggiungo anche The Darkness Inside rappresentano un gruppo in piena crescita, pronto ad imparare dai propri errori, per poi trasformarli in un qualcosa di positivo ed energico, finalmente.

Recensione a cura di: BurdeN

Giudizio Complessivo: 7/10

Tracklist

1. Cellos For The Insatiable
2. Serpent’s Embrace
3. Rebirth
4. Light Reborn
5. Faded Years
6. Solitude
7. Limbs Of A Stare
8. The Darkness Inside
9. Bitter End
10. Feelings

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