sabato, novembre 18, 2017 09:56

Agathodaimon – Blacken The Angel (1998)

In Germania il Black Metal propriamente detto ha avuto negli ultimi anni un forte e notevole sviluppo, ma anche in territori più accessibili (per non dire commerciali) del Metal estremo questa nazione è quasi sempre riuscita ad imporsi, e questi Agathodaimon non eludono da questo discorso. Partiti onestamente con un basso profilo sono riusciti negli anni a plasmare il loro stile, per portarlo su piattaforme ben riconoscibili, insomma sono stati capaci di affilare le loro armi, di mettere in secondo piano quelle che sono le solite scelte musicali di “massa” per dare maggiore spazio all’istinto e alla propria sensibilità musicale.
Il risultato? Inizialmente un Black Metal sinfonico tinteggiato dalle solite tamarrate Gotiche che dopo soltanto pochi ascolti lasciano il tempo che trovano, e questo è quello che avviene su questo primo Blacken The Angel uscito ormai più di dieci anni fa.
Alla fine non è un disco da buttare totalmente via, vive dei suoi momenti positivi, ma per il resto è l’anonimato a farla da padrone, proprio perché gli Agathodaimon (almeno in questo caso) non riescono a dare efficacia e profondità alle loro idee. Su tutto però il difetto che tende ad enfatizzare gli altri è essenzialmente uno solo: l’eccessiva durata globale, un’ora per un genere simile se non ben sintetizzato rischia di diventare ampolloso e prolisso, è un rischio elevato da assumersi, troppo.

Recensione a cura di: BurdeN

Giudizio Complessivo: 5,5/10

Tracklist

1. Tristetea Vehementa
2. Banner Of Blasphemy
3. Near Dark
4. Ill Of An Imaginary Guilt
5. Die Nacht Des Unwesens
6. Contemplation Song
7. Sfintit Cu Roua Suferintii
8. Stingher/Alone
9. After Dark
10. Ribbons/Requiem

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