sabato, novembre 18, 2017 00:55

Agalloch – Marrow Of The Spirit (2010)

Con la loro più recente produzione, gli americani Agalloch giungono probabilmente alla consacrazione con uno delle release più intriganti e considerevoli della loro intera discografia.
L’esordio è affidato al breve brano “They Escaped the Weight of Darkness”, ricco di seducenti atmosfere acustiche con frequenti intermezzi naturalistici (canti di uccelli, scorrere di ruscelli) ricorda da vicino capolavori come l’impareggiabile “Bergtatt” dei primi Ulver, pur mantenendo un’originalità propria, garantita soprattutto dai toni malinconici e sognanti dati dalla tastiera.
Le tracce seguenti, più aggressive ma mai brutali grazie a frequenti stacchi di chitarra con ritmo più lento e melodico, lasciano il giusto spazio a dei vocals decisi e distorti del frontman John Haughm, capace di incattivire la release senza cadere nelle eccessive ripetizioni, calcando un sentiero già seguito da altri grandi, come gli Azaghal, pur senza tralasciare passaggi maggiormente suadenti, in cui lo scream diventa quasi una voce narrante che viene lentamente sfumata tra chitarra e batteria (si veda “The Watcher’s Monolith”), quasi ad imitare il nostro connazionale Damnagoras (Elvenking). Notevole è anche la chiusa di “To Drown”, in cui è presente lo stesso sperimentalismo musicale dell’intro.
Pecca rilevante dell’album è tuttavia l’artwork di copertina, povero e poco attraente, che rischia di sminuire il valore della produzione, penalizzandone sopratutto la vendita.

Recensione a cura di: Akaah

Giudizio Complessivo: 9/10

Tracklist

1 They Escaped the Weight of Darkness
2 Into the Painted Grey
3 The Watcher’s Monolith
4 Black Lake Nidstång
5 Ghosts of the Midwinter Fires
6 To Drown

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