lunedž, novembre 20, 2017 17:05

Ad Hominem – Planet Zog – The End (2002)

La Francia negli ultimi anni si √® dimostrata veramente generosa in fatto di Black Metal, e non devo certo dirveli io nomi come Arkhon Infaustus, Anteus e ovviamente questi Ad Hominem, forse i pi√Ļ ‚Äúpericolosi‚ÄĚ, almeno per alcune prese di posizione su determinate tematiche, che per non fare un torto a nessuno catalogher√≤ come Tradizionali, e chi vuole capire capisca.
Venendo comunque sia a parlare di musica questo primo Planet Zog РThe End si manifesta come un concentrato di puro e devastante Black Metal, qui è inutile andarsi a inerpicare su discorsi filosofici, perché si suona puro e duro Metallo Nero, senza compromessi.
Quattro strumenti, quelli fondamentali, un buon senso della struttura sonora e tanta violenza.¬† Questo sono gli Ad Hominem, nulla di pi√Ļ, niente di meno. Certo se siete dei palati fini, se cercate magari anche la raffinatezza alla Arcturus vi dico che avete sbagliato proprio strada, provate soltanto ad ascoltare Planet Zog, The Psalmody Of Sub-Humans e Auschwitz Rules (titolo tremendamente ambiguo) e vi renderete conto da soli di come la loro musica possa essere diretta e senza fronzoli.
Tipico Black Metal, ma non male.

Recensione a cura di: BurdeN

Giudizio Complessivo: 7/10

Tracklist

1.Invocation Of Madness / The Art Of Schizophrenia
2.Planet Zog
3.Auschwitz Rules
4.The Psalmody Of Sub-Humans
5.WW III
6.Wolf Power
7.Delirium Tremens
8.Soldiers Of Wotan
9.The End

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