sabato, novembre 18, 2017 10:12

Abysmal Gates – Divine Deception (Ep, 2004)

Primo Ep e terza release per gli americani Abysmal Gates (attualmente The Ciem Show) che qui presentano cinque tracce enigmatiche, dai testi curati e maligni ma dalla tecnica discutibile e a tratti incomprensibile, che lascia di frequente stupefatti o, nel peggiore dei casi, con l’amaro in bocca. Ma procediamo con ordine.
“Empire of the Fallen” si apre con una lungo intro dove Ciemnosc si trova solo, nel silenzio, a riflettere su cosa sia veramente Dio e cosa la religione voglia realmente dai propri fedeli. Ritenendo che entrambi non facciano altro che prendere in giro la gente, pone fine ai suoi pensieri aggredendo l’ascoltatore con un imponente muro sonoro, aggressivo e virulento, in particolare grazie al rapidissimo drumming e alla potente chitarra. Nella parte centrale il ritmo diventa più melodico con l’intervento del synth, anche se la velocità d’esecuzione rimane costante e inumana fino alla chiusa, decisa e improvvisa.
“Sevant to This Mortal Flesh” si sviluppa sulla falsariga della precedente, con come unici elementi propri un maggiore spazio dato alla tastiera, oscura come quella dei primi Dimmu Borgir, e i vocals, che si spostano maggiormente verso lo scream. La sei corde mantiene più spazio rispetto al drumming, che viene relegato a semplice accompagnamento, anche se si esime da ripetere un’esecuzione sublime e soprattutto tecnica come quella della precedente traccia.
Con “Devoid of Light” lo stile e l’originalità del combo americano viene totalmente a mancare, visto che sembra di essere di fronte a una copia del brano precedente che non crea altro che noia nell’ascoltatore. Si salvano solo i riff death metal che caratterizzano la parte centrale, ma che purtroppo non vengono ripresi nel finale, dove invece il synth crea un’overdose melodica di cui si poteva benissimo fare a meno.
Al contrario la successiva e title-track “Divine Deception” rivela inizialmente un’inaspettata vena di originalità della band che, dopo un lungo intro solo in tastiera, arricchisce il brano con vocals oscuri e maligni, supportati in seguito da un drumming attento e puntuale, che scende fino ai sedicesimi rivelando tutta la capacità tecnica di Eldritch. Tuttavia, c’è da chiedersi cosa sia mai venuto in mente agli Abysmal Gates per inserire in un’atmosfera onirica e quasi spirituale come quella creata dall’introduzione, un duo chitarra-batteria da thrash/death accompagnato da un’inaspettata quanto inutile voce indie/rock. Come rovinare un brano sublime.
La conclusiva e lunghissima “Beneath Thy Crimson Moonlight” si lega alla precedente per quanto riguarda il duo strumentale, tanto che per i primi 30 secondi sembra di ascoltare i Megadeth o i Metallica. Fortunatamente l’intervento di  Avarice e della sua tastiera smorzano i toni, riportando il brano ai livelli della opening-track. La traccia purtroppo però rimane piatta e scialba per l’intera durata, non presentando alcun tipo di particolarità né nel ritmo né nella tecnica. Solo la chiusura presenta qualche aspetto diverso, soprattutto per quanto riguarda la velocità e la voce, che diventa più cupa e si sposta nuovamente verso lo scream. Per quanto i testi degli americani possano essere cattivi, satanici o blasfemi, quando manca il contenuto, c’è veramente poco da fare.

Recensione a cura di: Akaah

Giudizio Complessivo: 6/10

Tracklist

1.Empire of the Fallen
2.Sevant to This Mortal Flesh
3.Devoid of Light
4.Divine Deception
5.Beneath Thy Crimson Moonlight

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