sabato, novembre 18, 2017 09:55

Absu – Tara (2001)

Forse questo Tara degli Absu è il classico disco che diventa un manifesto, quello per cui poi tutti vengono ricordati, al di là del fatto che sia un album valido o meno, semplicemente diventa un culto di riferimento.
La stessa cosa è avvenuta in qualche modo per gli Absu con questo Tara, che pur non essendo un must ha definito e marchiato a fuoco un modo di concepire il Black Metal.
Già la copertina riesce a trasmettere quel senso di imponenza tipica della loro musica, ed infatti rispecchia pienamente le aspettative.
Il disco è molto lungo e suddiviso in vari capitoli, tutti collegati fra di loro, tutte canzoni che riassumono perfettamente quella che è stata l’evoluzione degli Absu nel tempo, brani come ad esempio Pillars Of Mercy, Manannán e ci aggiungo anche She Cries The Quiet Lake parlano chiaro su come la band veda il Black Metal, ossia mai cacofonico o fine a se stesso.
Oggettivamente gli Absu in passato avranno anche fatto di meglio, praticamente albums più spontanei (e magari ingenui), ma questo Tara è forse quello più adatto e studiato per riuscire a colpire un maggior numero di persone, anche quelle non proprio appassionate strettamente di Black Metal.

Recensione a cura di: BurdeN

Giudizio Complessivo: 7/10

Tracklist

1.Tara
2.Pillars Of Mercy
3.A Shield With An Iron Face
4.Manannán
5.The Cognate House Of Courtly Witches Lies West Of County Meath
6.She Cries The Quiet Lake
7.Yrp Lluyddawe
8.From Ancient Times (Starless Skies Burn To Ash)
9.Four Crossed Wands (Spell 181)
10.Vorago (Spell 182)
11.Bron (Of The Waves)
12.Stone Of Destiny (…For Magh Slécht And Ard Righ)
13.Tara (Recapitulation)

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