sabato, novembre 18, 2017 10:13

Absu – Absu – 2009

Abbiamo dovuto aspettare molti anni (esattamente otto) prima di poter ascoltare di nuovo un full-length degli immensi Absu.
Lo storico gruppo americano, finalmente, in questo 2009 ci regala il disco del ritorno.
La mitologia sumera non poteva mancare anche in questo nuovo capitolo della saga discografica  e dai titoli dei brani presenti nell’album lo potrete già intuire.
“ Between the Absu of Eridu & Erech “ è la prima composizione del lotto e apre il disco nel migliore dei modi. Splendida l’atmosfera creata inizialmente e solo per qualche secondo dalle tastiere esoteriche (che negli anni hanno contribuito a rendere epico e originale il sound del gruppo americano). Ma è solo il preludio alla scarica di puro black metal nero a forti tinte thrash che si abbatterà di li a poco sul “povero” ascoltatore di turno. Zawicizuz  e Aethyris MacKay  eseguono un lavoro incredibile ricco di chitarre intrecciate e particolarmente tecniche. Splendidi i numerosissimi stacchi e cambi di ritmo che donano longevità ed eleganza al pezzo. Strepitoso lo scream di Proscriptor McGovern nonché l’enorme performance dietro la sua cara batteria. È lui a dettare i ritmi e a far cambiare tempo al brano. Splendidi gli inserti chitarristici che amalgamati con le atmosfere create con Sintetizzatori e Mellotron donano alla composizione un alone ancora più oscuro e marcescente. Composizione perfetta in ogni singolo momento e che da sola vale l’intero full-length. Prova incredibile di Proscriptor McGovern vero mastermind del gruppo.
“ Night Fire Canonization “ Ritmi serratissimi introducono il pezzo con meravigliosi riff portanti di chitarra, in primo piano, uniti a partiture di batteria debitrici a piene mani del thrash metal più puro sapientemente celato dietro ad un muro sonoro oscuro e maledettamente black metal. Allucinanti i vari inserti chitarristici, incredibile la performance alla batteria e dietro al microfono con uno scream pauroso realizzato con grandissima grinta, determinazione e forte personalità dal geniale  Proscriptor McGovern. Composizione che come la precedente varia moltissime volte ritmo e tempo mantenendo comunque un’impostazione prettamente black metal. Negli ultimi secondi c’è addirittura spazio per un assolo al fulmicotone realizzato dal grande Blasphemer (Ex-Mayhem / Ava Inferi).
“ Amy “ Anche l’apertura di questa terza traccia non scherza. Ottimo riff portante di stampo thrash con la seconda chitarra che va a completare la sezione ritmica realizzata da chitarra, batteria e basso. La composizione, dopo alcuni istanti, cambia direzione grazie ad una splendido blast-beat realizzato dal grandissimo  Proscriptor McGovern che durante il pezzo, nelle parti in cui emergono maggiormente i sintetizzatori, ci delizia con una grande prova vocale sia in scream che in clean, recitato e particolarmente sentito. Grandissima traccia da tutti i punti di vista, non mancano splendidi fraseggi, assoli “melodici” e malati allo stesso tempo, e una enorme solita prova del bravissimo  Proscriptor McGovern dietro al drumkit. Come da tradizione non mancano cambi di tempo repentini e decisivi che rendono il pezzo ancor più prezioso.
“ Nunbarshegunu “ Composizione introdotta da un’invocazione esoterica realizzata in scream dal grande Proscriptor McGovern. Il ritmo del brano è serratissimo questo è dovuto (in primis) alle magnifiche partiture di batteria e agli incessanti riff chitarristici. Anche in questa traccia non mancano tanti cambi di tempo che donano maggiore longevità al tutto. Splendidi gli stacchi e le varie ripartenze di puro black metal “sporcato” col thrash. Una delle tracce più corte della release e, inevitabilmente,  anche una delle più dirette.
“ 13 Globes “ Ritmi serratissimi introducono il brano con le solite immense urla in scream unite ai riff velocissimi e alle rozze partiture di batteria in cui  Proscriptor McGovern si erige a muro ritmico picchiando in maniera incredibile. Il suo duplice lavoro (voce e batteria) è esaltato da brani come questo in cui ogni strumento sembra sotto il suo controllo assieme ad una performance vocale incredibilmente convincente. Imprevedibili, creativi ed eleganti i vari stacchi di tempo e cambi di ritmo che nutrono la traccia di ulteriore bellezza “nera”.
“ …of the Dead Who Never Rest in Their Tombs Are the Attendance of Familiar Spirits Including: A.) Diversified Signs Inscribed/B.) Our Earth of Black/C.) Voor “ è questo il nome della settima lunga suite divisa in tre parti, come si può facilmente intuire dall’esplicativo titolo. Già dall’inizio della traccia si capisce che non si tratta di una semplice canzone. Una vera e propria composizione intrisa di ermetismo esoterico mista a black / thrash metal suonati in maniera divina dal combo americano. Immensa soprattutto da un punto di vista chitarristico con riff, inserti e fraseggi da brividi. Superati i primi due minuti possiamo godere del primo cambio di tempo radicale. Il tenore del brano si fa cadenzato, un vero e proprio mid-tempo in cui trovano ampio spazio il sintetizzatore e uno straordinario assolo chitarristico. Alcuni secondi dopo e la composizione cambia ancora una volta, anche questa volta, in modo netto tornando su lidi black metal. Dopo qualche minuto una pausa e poi di nuovo una ripartenza, leggermente più lenta rispetto alle partiture precedenti. In questa sezione del pezzo, David Harbour  (Ex-King Diamond/David Harbour), uno dei vari special guest del disco, ci delizia con un ottimo assolo di sintetizzatore. Finita questa lunga parte troviamo una outro strumentale che taglia di netto la suite e ci traghetta verso il brano successivo.
“ Magic(k) Square Cipher “ Un ritmo avvolgente, ermetico e mistico ci avvolge fin da subito nei primissimi secondi. Subito dopo partono cambi repentini di tempo e struttura strumentale. Come sempre possiamo godere delle divine le capacità di songwriting del combo americano. Superato il primo minuto e venti (circa) troviamo un meraviglioso fraseggio chitarristico di stampo orientaleggiante che dona occultismo a questa meravigliosa perla nera. Dopo pochi istanti ci pensa  Proscriptor McGovern a sciorinare una prova ineccepibile sia alla voce che dietro le pelli. I numerosi cambi di tempo apportano al brano una grande longevità.
“ In the Name of Auebothiabathabaithobeuee “ Avete letto bene. Questo è il titolo del pezzo. A parte l’impronunciabile nome del brano dico subito che si tratta di un ottima traccia intrisa a dovere di esoterismo, violenza, rabbia e marcescente malvagità. Traccia molto convincente soprattutto per la magistrale duplice prova di  Proscriptor McGovern (voce / batteria). Michael Harris (Darkology/Michael Harris) a metà brano, ennesima guest-star presente all’appello, ci regala un fraseggio di chitarra da urlo, prolungato e reso ancora più affascinante dalla epica distorsione spinta al massimo dal fenomenale chitarrista.
“ Girra’s Temple “ traccia tra le più corte e dirette dell’intero album. La violenza esecutiva si mixa in maniera perfetta con le numerose atmosfere esoteriche che ci regalano i testi (come sempre delle vere e proprie opere d’arte votate all’occulto). In questo brano torna Blasphemer (Ex-Mayhem/Ava Inferi) a deliziarci con un assolo maligno e malsano come pochi dotato di una distorsione quantomai azzeccata e convincente. Ottimo brano di impatto.
“ Those of the Void Will Re-Enter “ Dopo una lunga introduzione completamente strumentale realizzata in maniera soave dai sintetizzatori, è la volta della pura violenza (elegantemente intrisa di nero) degli Absu. Di li a poco la composizione si accende e diviene sempre più potente grazie agli incessanti riff di chitarra, tipici del thrash metal e a delle partiture di batteria strabilianti. Devastante, come sempre, lo scream di  Proscriptor McGovern. A ridosso del terzo minuto, troviamo un magnifico cambio di tempo, radicale, che trasforma la composizione in un’alchimia acustica dove risaltano le doti chitarristiche del duo Aethyris MacKay – Zawicizuz. Ma questo momento “poetico” dura solo pochi istanti. Sul finale, infatti, la composizione riprende quota grazie ad una ripartenza bruciante. Esemplare l’assolo finale di Michael Harris (Darkology/Michael Harris) che dona ulteriore bellezza alla composizione.
“ Sceptre Command “ parte fin da subito rabbiosa come poche altre. Scream furioso, riffing incessanti e drumming furioso. Il combo americano riesce ad erigere un vero e proprio muro elettrico in cui le chitarre assieme alla (monumentale) batteria dettano il ritmo ed il tempo secondo logica. Nel brano non mancano neanche variazioni ritmiche e un meraviglioso fraseggio che ha, come unico difetto, quello di essere un po’ corto. Rabbia nera all’ennesima potenza e suonata in modo strepitoso.
“ Ye Uttuku Spells “ Già a partire dalle primissime note anche questo si presenta subito come un pezzo veloce e furioso. Non mancano ottime variazioni sonore e come sempre un grandissimo lavoro compositivo – strutturale unito ad un grande testo. A dir poco monumentale la prova di Proscriptor McGovern che, come sempre, riesce a essere un pelo sopra tutti. Eccellente il suo drumming, così come ineccepibile la sua prova vocale. Scream tagliente e freddo come pochi altri. Composizione tra le migliori del lotto, anche se stringendo è una gran bella lotta. A partire dalla prima composizione il disco già si rivela per quello che è : un vero e proprio capolavoro targato Absu.
“ Twix Yesterday, the Day & the Morrow “ Eccoci giunti alla fine di questo meraviglioso viaggio con questa outro strumentale composta da un ex-Absu vale a dire, il grande, Equitant. Inquietante ed ermetica chiude il disco alla grande.
Proscriptor McGovern è ritornato e con lui i mitici Absu capaci, con questo strepitoso full-lenght, di essere fortemente riconfermati nell’olimpo del black metal.
Disco che, rispetto ai predecessori, è molto più chitarristico e leggermente meno d’atmosfera. Come sempre è straordinaria la perizia tecnica del gruppo che unita ad un grande senso melodico e all’incantevole alone mistico-esoterico che da sempre contraddistingue ogni uscita del fenomenale combo americano fanno di questo album un vero e proprio masterwok.
Splendida la produzione che esalta a dovere ogni singolo strumento suonato dai bravissimi musicisti americani.
Bentornati!

Recensione a cura di: Darkthrone85

Giudizio Complessivo: 9,5/10

Tracklist

1.Between the Absu of Eridu & Erech
2.Night Fire Canonization
3.Amy
4.Nunbarshegunu
5.13 Globes
6….of the Dead Who Never Rest in Their Tombs Are the Attendance of Familiar Spirits Including: A.) Diversified Signs Inscribed/B.) Our Earth of Black/C.) Voor
7.Magic(k) Square Cipher
8.In the Name of Auebothiabathabaithobeuee
9.Girra’s Temple
10.Those of the Void Will Re-Enter
11.Sceptre Command
12.Ye Uttuku Spells
13.Twix Yesterday, the Day & the Morrow

Comments are closed.