sabato, novembre 18, 2017 10:09

Absentia Lunae – Historia Nobis Assentietvr (2009)

Finalmente ho l’onore di recensire un disco prodotto da una band nostrana che, a mio parere, stà raggiungendo le vette più alte in ambito black Metal. Lo si era già capito nell’ormai lontano 2006, quando produssero quel piccolo capolavoro che fu In Umbrarum Imperii Gloria che avrebbero fatto strada, ma mai mi sarei immaginata un’evoluzione maturata in maniera così esponenziale.
Rilevante innovazione è l’uso dell’elettronica, sicuramente farina del sacco di MZ, ultimo acquisto della band e conosciuto come uno dei componenti dei Locus Mortis, Urna e Arcana Coelestia, usata più che altro per rimarcare le parti Dark Ambient così marziali ed ossessive; ottima la performance alla batteria di Blasphemer, ex Belphegor, a cui sono state affidate le parti più violente e infernali.
Neuropa Calling, 6 minuti di intro spettrale e metafisica, un concentrato di morte e tragedia, un oscuro e disturbante intreccio elettronico che ci conduce verso il primo brano tritaossa di questo album, Condemnation of Rationalism, in cui parti dissonanti di chitarra sembrano disturbare un’atmosfera già cupa e minacciosa, rendendola ancor più nebbiosa ed offuscata.
There Are Chilling Signs of an Eternal Farewell, 9 minuti di connubio tra vari stili e contaminazioni, momenti riflessivamente pacati si alternano ad impressionanti accelerazioni, altri cambi di tempo, stacchi, vuoti cosmici e ri-accelerazioni che ci conducono in altre atmosfere e cambi di tempo.
The Scream & Its Enlightening Echo, dissonante e disturbante peggio dei precedenti brani con i suoi arpeggi iniziali, ambasciatori di messaggi disperati e oscuri prima dello straziante scream di Ildanach sempre pronto a tormentare l’ascoltatore.
Timeless Call – Cruelly Does it Resound!, altra batosta sonora, qui il drumming è veramente superbo, come il basso , sempre presente e mai inteso come strumento d’accompagnamento.
Altro splendido brano, In the Sign of Aries, History Will Prove Us Right, altri 8 minuti di alternanza tra arpeggi da incubo e attacchi sonori dove rabbia e disperazione prevalgono su tutto e tutti, ci conduce verso la fine di questo viaggio onirico, Hyperborean Sun Found, proiezione sonora del passaggio della parte più oscura dell’anima ad un’altra dimensione, attraversando il vuoto cosmico, verso l’infinito, alla scoperta di un nuovo mondo.
Non c’è altro da aggiungere, se non che ci troviamo di fronte ad un lavoro di alta caratura, un Black Metal “evoluto”, straziante, dedicato a chi in questo genere cerca una dimensione oscura, mistica e misteriosa; a chi non ha paura di ricercare e scoprire tutti i colori del buio.

Recensione a cura di : Blackraven

Giudizio Complessivo : 8,5/10

Tracklist

1.Neuropa Calling
2.Sentenza al Criterio
3.Nel Gelido Sentore di Un’eterno Addio (nel Solco della mai Sopita Via)
4.L’Urlo ed il suo Illuminante Eco
5.L’immutabile Richiamo ed il suo Cruento Incontro
6.Nel Segno dell’Ariete la Storia ci darà Ragione
7.Il Sole Ritrovato degli Iperborei

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