sabato, novembre 18, 2017 13:51

Abruptum – Obscuritatem Advoco Amplectere Me (1993)

Quelle lettere gotiche sul fondo nero sono una bellissima invocazione.
Come quelle di un figlio alla propria madre.
L’oscurità.
Ed essa li abbraccia, madre, sorella e amante, in questo album.
Grida di sofferenza pura introducono la prima canzone, coadiuvata da un’atmosfera quasi industrial, ma sicuramente malvagissima. Progenie maligna tenuta in catene che invoca vendetta….il ritmo incalzante della batteria,come il ricordo di una vecchia battaglia. Chitarre come catene cigolanti
e ancora una volta quelle grida, che vi tormenteranno per sempre. Orribili torture,la luce della luna,
incubi di un passato verso i quali si è colpevoli, di una battaglia, di una sconfitta. Lacrime amare, che sanno di sangue. Desiderio di rivalsa, una luce folgorante, che acceca e fa male, il desiderio di un’oscurità materna, di un confortevole grembo. Perfino il buio dei sotterranei è preferibile.
Per un attimo pare che la sofferenza sia terminata,la frusta ha cessato di colpire,e si odono solo respiri affannosi.
E poi le grida.
Molteplici, da brivido. Odiamo una campana in lontananza,e un distante fragore. Dopo alcune grida ancor più terribili, in growl, la voce per un attimo diviene normale, ma non è che un breve istante. La registrazione si fa sempre più grezza, imprecisa, disturbata.
La seconda canzone (giacché questo album è composto da due sole canzoni,ma di 25 minuti l’una), inizia con quel lento trascinare di catene e di grida disumane. Per un attimo il suono svanisce, per lasciare posto a un suono che ricorda un flauto. Le grida, quel suono indefinibile..è lui, Azathoth ,il dio che gorgoglia e bestemmia al centro del caos al suono di due flautisti.
Tralasciando la mia interpretazione lovecraftiana, le chitarre proseguono stridenti in una lenta sinfonia di dolore, le grida si fanno più umane, come se qualche incauto si fosse spinto troppo nell’oscurità, che è loro dominio.
Sogghignano, le altre voci doloranti. Lontani suoni maligni,la batteria che si fa incalzante..e ancora una volta quelle voci mostruose, a tratti in growl, a tratti bisbiglii abissali. Il suono diventa un crescendo di orrori, una marcia di bestie infernali avanza.
Le grida ora paiono ansanti, di piacere, poi però diventano nuovamente grida in scream. Sembra che pronuncino parole, queste grida, ma sono totalmente incomprensibili, sembra di sentire la parola “Satan”, ma, ripeto, sembra. La composizione si chiude con delle lugubri note questo viaggio in un mondo di dolore e torture. Perché tutti, almeno una volta, abbiamo invocato il materno abbraccio dell’oscurità.

Recensione a cura di: DelemnO

Giudizio Complessivo: 10/10

Tracklist

1.Part I
2.Part II

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