lunedě, novembre 20, 2017 17:01

Abazagorath – Tenebrarum Cadent Exsurgemus (1997)

Debut album deciso per gli Abazagorath, che riescono a mischiare death e black metal sinfonico in modo discretamente originale, incappando tuttavia in ripetizioni evitabili, frutto evidente della loro inesperienza. Una release a conti fatti comunque molto buona, dai tratti introspettivi ed onirici che segnano l’ascoltatore e le successive uscite del combo americano.
L’album si apre con “Calling The Spirit Of The Death”, un’invocazione cruda e angosciosa ai classici personaggi black metal: (Satana, il serpente, Leviathan, Lucifero, ecc.) ai quali Morgul chiede, tormentato, di aprire i cancelli all’inferno e alla sapienza occulta. A chiudere quest’intro oscura e misteriosa, un lungo passaggio strumentale di solo synth che lascia presagire un’entrata in un mondo diabolico e mistico, dal quale non si sa cosa aspettarsi e cosa temere.
“For All Eternity” si configura come una canzone in pieno stile Dimmu Borgir, soprattutto per quanto riguarda drumming e uso del synth. I vocals spaziano agilmente dallo scream al growl più profondo. La sei corde, che fa finalmente qui il suo esordio, trova gli spazi anche per qualche solo molto rapido in pieno death/thrash metal. Suggestivo lo stacco molto atmosferico di sola tastiera, che chiude magistralmente il brano.
“The Chaos That Crawls Beyond The Stars”, al contrario, presentano molti passaggi che sembrano buttati senza un motivo preciso, e molti altri esclusivi del death metal, in particolare nei cambi di ritmo. I vocals, tutti in growl, sono a tratti ‘vomitati’ , ma non riescono a comunicare nulla di convincente e originale. Caos puro e inconcludente.
Lo stesso discorso vale per “Bestian Moans”, assai dissonante e poco coordinata nei cambi di ritmo. Per questa traccia, si può spezzare una lancia solo considerando la velocità di esecuzione, vista la grande prova di abilità e tecnica data da Warhead. Per il resto, nulla di esaltante.
Completamente opposta e a dir poco splendida la successiva, “The Wolves Of Armageddon”, atmosferica ed introspettiva grazie ad una sapiente scelta negli arpeggi di tastiera. Peccato per la durata troppo breve, si tratta di una delle migliori tracce della release e andava assolutamente valorizzata di più.
Il combo, dopo una penosa “Ghosts Of The Moonlight Mist”, ricca solo di urlacci casuali e di prevedibili riff di chitarra, risolleva le sorti dell’album con una splendida ouverture come “The October Storms”, lenta e variegata strumentale soffusa, dove la tastiera è nuovamente protagonista, regalando un’overdose melodica, che tuttavia non viene scelta per caso.
La spiegazione infatti viene data dalla superba title-track “Tenebrarum Cadent Exsurgemus”, dove il frontman Morgul richiama i vocals dell’intro alternandosi sapientemente con un synth che sembra figlio del male: oscuro, malvagio, angosciante. In una parola, sublime. Una traccia che vale un album.
“Les Fleurs Du Mal” è la classica traccia che non lascia un attimo di respiro: chitarra esasperata e malvagia, drumming inumano e vocals tormentati non abbandonano un secondo l’ascoltatore che si trova di fronte ad un insormontabile muro sonoro. Brutale e crudele fino all’ultimo secondo.
“Rites Of The Black Herald” si sviluppa sulla falsariga della precedente, anche se il growl, a due voci, si fa più appassionato e ruvido. Il drumming, incredibile nella rapidità, scende a tratti fino ai sedicesimi, dando un’impronta quasi grind al tutto. Mostruosa.
“Night Of The Cloven Hoof” ha un’intro che fa subito pensare ad una traccia folk metal. Melodie medievali e flauti riportano infatti ad un’atmosfera d’un tempo, che solo la sei corde riesce a stemperare, aggiungendo decisione ed energia al brano. Penalizza la scelta di aver tolto i vocals che sicuramente avrebbero dato il tocco perfetto al tutto. Peccato.
Dopo una ripetitiva “The Gates Of The Spirit Kingdom” (sembra di sentire nuovamente “Les Fleurs Du Mal”), semplicemente perfetta è la outro strumentale “Void Of Satanic Darkness”, solenne e magica grazie ad un prezioso alternato di silenzio e note lunghe e basse. Geniale.

Recensione a cura di:  Akaah

Giudizio Complessivo: 7/10

Tracklist

1.Calling The Spirit Of The Death (Intro)
2.For All Eternity
3.The Chaos That Crawls Beyond The Stars
4.Bestian Moans
5.The Wolves Of Armageddon
6.Ghosts Of The Moonlight Mist
7.The October Storms
8.Tenebrarum Cadent Exsurgemus
9.Les Fleurs Du Mal
10.Rites Of The Black Herald
11.Night Of The Cloven Hoof (Prologue)
12.The Gates Of The Spirit Kingdom
13.Void Of Satanic Darkness (Outro)

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