Khnuth – Over the Threshold of Visions(2009)

Oltre La Soglia della Visibilità, non è un caso se a questa produzione è stato affibbiato questo titolo, infatti la one man band di cui stiamo parlando, Khnuth, altro non è che un certo Alexander “Dancer” Tantsyrev, rilasciato dopo aver scontato 8 anni di carcere per omicidio nella colonia penale di Kamyshlov.

Questa non è proprio la sua prima produzione, nel 2007, quando ancora era recluso,  pubblicò un full lenght, Remission of spirit, con il nome di Wolfe Sources, e un altro full lenght, Illusion of Freedom, che non venne mai pubblicato. Il 2009, anno della sua scarcerazione lo vede protagonista  insieme ai Beliar, Ilkim Oulanem, Demonic Forest e Nocturnal Shine, dello split Pentagram e del demo Illyuzia Svobody,e, per terminare, di quest’ultimo album.

Se vi capita, guardate le foto di quest’uomo; sicuramente non è giovanissimo, ma la sensazione che si prova nel vedere la sua immagine è quanto sia profonda la cicatrice che, forse il carcere, ma più probabilmente la vita stessa, ha lasciato nel suo spirito.

Ma i suoi occhi….se è vero il detto che dice “gli occhi sono lo specchio dell’anima”, allora guardate quegli occhi.

Raw Depressive Black Metal, questo è il genere che propone Khnuth; a mio parere, non riesco a trovare nulla di nuovo nella sua musica, ma, il personaggio in questione è comunque degno di nota: in poco più di 36 minuti riesce a dare una “ventata d’aria fresca” alla disperazione umana e alla non voglia di vivere.

Infatti, più che alla musica, in questo caso porrei maggiore attenzione alla voce; non considererei il suo uso un vero e proprio scream,ma lo sento più come un lamento disperato, il gridare la propria maledizione alla vita che non si riesce più ad apprezzare, un vero e proprio grido di dolore e di disagio che entra prepotentemente nel cervello creando una simbiosi con quello di colui che non più con la voce ma attraverso la propria malevola essenza, riesce a rendere partecipi alla sensazione che si prova l’attimo prima di porre fine alla propria esistenza, nessuno saprà mai se porterà questo gesto insano fino alle estreme conseguenze, ma la sensazione di essere trascinati in un vortice da dove sarà difficile  fuggire è forte.

Benvenuti nell’anticamera della follia.

Recensione a cura di : Blackraven

Giudizio Complessivo : 7,5/10

Tracklist

1.Intro

2.Dust

3.Searcher

4.Over the Edge

5.Moment of Birth and Death

6.Snow

7.Pain

8.Awareness of Squalor

9.Outro