sabato, novembre 18, 2017 19:36

1349 – Demonoir (2010)

Direttamente dalle fitte oscurità delle foreste norvegesi, ecco arrivare sul mercato il quinto full lenght dei 1349, Demonoir.
Dopo la pubblicazione di Revelation of the Black Flame, parecchi sono stati coloro che smisero di seguire la band, infatti l’album era orientato su sonorità  decisamente Dark Ambient piuttosto che mantenere quelle canoniche del Black Metal.
Con questo nuovo lavoro, sembra che la band abbia saputo equilibrare questi due estremi del genere, dimostrando di non aver lasciato la vecchia strada per la nuova, ma che a volte fare qualche deviazione, seppur non convenzionale, serve; infatti il risultato è di aver prodotto quello che senza dubbio è l’album più sinistro e brutale nella storia dei 1349.
Demonoir è un rituale di magia nera, in cui nulla deve essere lasciato al caso, dove non è assolutamente permesso sbagliare e dove ogni singolo componente del gruppo deve mettere a disposizione la propria feroce e potente energia.
13 tracce, quello che subito salta all’occhio è Tunnel of Set, un titolo riportato 7 volte, ogni volta diversificato da un numero romano e non in rapida successione, cioè, Tunnel of Set I è una breve introduzione al primo vero brano Atomic Chapel, segue Tunnel of Set II e via dicendo.
Presi singolarmente questi 7 brani non hanno un vero e proprio senso, ma collegandoli uno all’altro formano un unico nauseante e misterioso filo conduttore, un susseguirsi di suoni che fanno rabbrividire instillandoci un fastidioso senso di paura, la tipica sensazione che si avverte nei migliori horror, in questo caso mi riporta alla mente, più che un film, un famoso videogame, Silent Hill, riuscendo a respirare le stesse inquietanti e putrescenti atmosfere.
Ritornando agli altri brani, il già citato Atomic Chapel è uno tra i più interessanti; dopo un inizio veloce i ritmi rallentano, due stili vocali trovano spazio distinguendosi in uno quasi parlato, l’altro nel più ben noto uso gutturale e destinati entrambi a congiungersi ad un suono di pianoforte decisamente, perversamente e volontariamente fuori posto.
Un po’ sotto tono le seguenti When I Was Flesh e Pandemonium War Bells, mentre Psalm 7:77, d’ispirazione thrash, un brano veloce con l’uso iper-aggressivo della batteria, riesce ad evocare un’atmosfera decisamente maligna; di grande effetto l’assolo di chitarra del maestro Ronni Le Tekrø, unica pecca quel fastidioso filtro che distorce la voce.
In Devil of the Desert ritorna l’uso del pianoforte nella sua forma piacevolmente non ortodossa che, per quanto breve nella durata, contribuisce a creare una certa sensazione di disagio.
Per finire, la title-track, Demonoir, lenta, la voce sussurrata ed effetti  Ambient, li stessi che ritroviamo nella lunga outro.
Album che decisamente farà discutere, non tutti saranno disposti ad accettare questo cambio di sonorità, anche se la musica risulta essere più oscura e in grado di offrire 40 minuti di Black Metal di ottima fattura e che alla fine,ne sono convinta, non deluderà.

Recensione a cura di : Blackraven

Giudizio Complessivo : 8/10

Tracklist

1.Tunnel Of Set I
2.Atomic Chapel
3.Tunnel Of Set II
4.When I Was Flesh
5.Tunnel Of Set III
6.Psalm
7.Tunnel Of Set IV
8.Pandemonium War Bells
9.Tunnel Of Set V
10.The Devil Of The Desert
11.Tunnel Of Set VI
12.Demonoir
13.Tunnel Of Set VII

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